
1.Ascolta, Turista Ignaro.
Ci sono più momenti per vivere l’estate nel Salento:
Vai a Roca , sulle rovine del castello di Maria d’Enghien,
dove il mare ha un suo sapore, una sua salsedine gagliarda
che dà timbro e colore al paesaggio.
Troverai i paesi addossati l'uno all'altro,
Ci sono più momenti per vivere l’estate nel Salento:
Vai a Roca , sulle rovine del castello di Maria d’Enghien,
dove il mare ha un suo sapore, una sua salsedine gagliarda
che dà timbro e colore al paesaggio.
Troverai i paesi addossati l'uno all'altro,
le case-rifugio,
l’architettura spontanea per l’uomo-pescatore e per l’uomo-artigiano.
l’architettura spontanea per l’uomo-pescatore e per l’uomo-artigiano.
E d’intorno un forte odore di timo a liberar i polmoni da vecchie incrostazioni.
E poi visita la Grotta della Poesia ,
E poi visita la Grotta della Poesia ,
in cui l'uomo scrisse i primi versi in mille lingue (ma forse erano solo gridi),
in cui Carmelo Bene fece il suo ultimo recital
e D'Alema l'ultima virata salentina, con la sua Icaro dall'ali di cera.
2.Soffermati , poi, ad Otranto , con il suo Castello aperto,
e la sua storia , più tragica che grande , di Nostra Signori dei Turchi,
e la Cattedrale che sorge come una conchiglia,
e lo splendido pavimento-mosaico di Frate Pantaleone,
una Bibbia illustrata per i poveri, con la figurina dell’Asino arpista
nella quale si riconobbe Florio Santini, lucchese-salentino dal cuore che non brucia.
Medita sugli ottocento martiri , sulle loro ossa a cielo aperto e sugli inconoscibili echi di silenzio che da quel momento ti verranno inevitabilmente incontro , tutte le sere ,
sul lungomare di Otranto, perché è proprio qui nella città più orientale d’Italia , dove ti svegliano all’alba i corvi neri con il gelato in mano che verrà la tua ora , “L’ora di tutti”, di cui parla Maria Corti, l’ora in cui ciascun uomo è chiamato a dar prova di sé.
e la Cattedrale che sorge come una conchiglia,
e lo splendido pavimento-mosaico di Frate Pantaleone,
una Bibbia illustrata per i poveri, con la figurina dell’Asino arpista
nella quale si riconobbe Florio Santini, lucchese-salentino dal cuore che non brucia.
Medita sugli ottocento martiri , sulle loro ossa a cielo aperto e sugli inconoscibili echi di silenzio che da quel momento ti verranno inevitabilmente incontro , tutte le sere ,
sul lungomare di Otranto, perché è proprio qui nella città più orientale d’Italia , dove ti svegliano all’alba i corvi neri con il gelato in mano che verrà la tua ora , “L’ora di tutti”, di cui parla Maria Corti, l’ora in cui ciascun uomo è chiamato a dar prova di sé.
3.Prosegui lungo la costiera troverai la Grotta dei Cervi ,un trekking per lo spirito,
E poi Santa Cesarea , la Zinzulusa , Castro Marina, indi Porto Tricase e il Ciolo di Gagliano
E poi Santa Cesarea , la Zinzulusa , Castro Marina, indi Porto Tricase e il Ciolo di Gagliano
conle ghirlande dei pescatori e le pajare sentinelle di mare.
Per arrivare a Leuca la bianca, finibus terrae , luogo dell’oltretomba.
Guardala dall’alto questa città fantasma , che non esiste , guardala dal Santuario di Santa Maria dalle altezze del gran faro-obelisco di tufi e di calce sulla cui cima siede eternamente un angelo giallo, ammira le ville silenziose schierate come ancelle pudiche in preghiera sul lungomare
e ricorda che è qui che i salentini dopo morti fanno ritorno, col cappello in testa.
Ed è solo qui che potrai incontrare , nelle grotte marine, la sirena bianca , veloce e cieca , che Enea lasciò come testimonianza del suo passaggio.
Guardala dall’alto questa città fantasma , che non esiste , guardala dal Santuario di Santa Maria dalle altezze del gran faro-obelisco di tufi e di calce sulla cui cima siede eternamente un angelo giallo, ammira le ville silenziose schierate come ancelle pudiche in preghiera sul lungomare
e ricorda che è qui che i salentini dopo morti fanno ritorno, col cappello in testa.
Ed è solo qui che potrai incontrare , nelle grotte marine, la sirena bianca , veloce e cieca , che Enea lasciò come testimonianza del suo passaggio.
4. E poi se un poco rimane del tuo tempo prezioso visita Vereto e le miniere di Ugento , si trovano entrambe alle spalle del mare- , dai cui scavi vedrai riemergere , come d’incanto , la civiltà messapica, che i romani rasero al suolo , perché alleati degli spartani di Taranto. Rivedrai per un attimo il mitico re Artas che cavalca insieme due cavalli di rame nel fulgore di un tramonto obliquo e l’antico porto di San Gregorio sulla lieve serra omonima ,
un fortino che ammaina il suo grido in attesa della lunga coda d’un cane notturno.
un fortino che ammaina il suo grido in attesa della lunga coda d’un cane notturno.
5.Infine sosta a Gallipoli, la città-bella, col suo grande nucleo isolano legato alla terraferma da un ponte su un braccio di mare, oltre il Castello Angioino, il Rivellino e la porta di terra. Perditi per un paio d’ore nel labirintico storico , con la casbah araba , miracolo di architettura rimasto intatto, gli effluvi e i colori dei gerani che traboccano dai vasi allineati sui mignani , e i riverberi della luce sulla calcina che gioca nelle corti e l’odore di salnitro , e il vento che fa danzare losanghe colorate , e la gente ospitale , fervida , generosa , creativa e fantasiosa. Poi immergiti nelle due riviere , da un lato rocce grige e dall’altro sabbia bianca e mare greco.
A Gallipoli – Isola della Luce , sosta presso la Fontana Greca ad ascoltare le voci delle tre fanciulle racchiuse nell’anima del tempo e dell’antica pietra , e forse scoprirai che qui è la fine del tuo viaggio, la fine di ogni viaggio.
A Gallipoli – Isola della Luce , sosta presso la Fontana Greca ad ascoltare le voci delle tre fanciulle racchiuse nell’anima del tempo e dell’antica pietra , e forse scoprirai che qui è la fine del tuo viaggio, la fine di ogni viaggio.